I’m writing to You on behalf of PeTa (USA) regarding the case of Captain Paul Watson of Sea Shepherd.
Amnesty International
Sekretariat der deutschen Sektion e. V.
Büro Berlin
Greifswalder Str. 4
10405 Berlin
Maybe sweet Pam is better to write to:
Amnesty International Sektion der Bundesrepublik Deutschland e.V. Telefon +49 (0)228 / 9 83 73-0 Telefax +49 (0)228 / 63 00 36 E-Mail info@amnesty.de
Dolce Pamela oggi ho un escursus storico per Brando e Dilly spero che tu possa tradurlo in Americano e fare capire come l’Italia abbia tribolato non poco prima di essere unita. Mentre gli USA erano già quasi uno stato formato dopo la lotta con gli inglesi, noi eravamo dopo 3 guerre di Indipendenza a tribolare con gli autriaci. Non so se ai tuoi ragazzi piaccia la storia europea ed italiana. ma credo che la cultura sia un bene e mai un male. Forse questa storia piacerà anche a Te e da Wikipedia te la incollo qui, in modo che un giorno magari potrai raccontarlo ad un amico o una amica o a tua madre Carol o alla tua mabile zia Vie. Questa è la storia ma ha un lieto fine e poi ti dirò il perchè.
delle fonti.
“Battaglia di Custoza (1866)”
Parte della terza guerra di indipendenza
Data 24 giugno 1866
Luogo Custoza, presso Verona, nell’allora Regno Lombardo-Veneto
Esito Vittoria austriaca
Schieramenti
Regno d’Italia Austria
Comandanti
Alfonso La Marmora Alberto d’Austria
Effettivi
120.000 75.000
Perdite
714 morti,
2.576 feriti,
4.101 prigionieri o dispersi 1.170 morti,
3.984 feriti,
2.802 dispersi
(i termnini sono comparati tra Austria e Italia)
Voci di battaglie presenti su Wikipedia
Terza guerra
d’indipendenza
e guerra austro-prussiana
Custoza.
La battaglia di Custoza del 24 giugno 1866 fu la battaglia che diede inizio alle manovre offensive della Terza guerra d’indipendenza sulla terraferma e che vide la sconfitta delle truppe italiane, pur numericamente superiori e comandate dal generale La Marmora di fronte alle truppe austriache dell’arciduca Alberto d’Asburgo, duca di Teschen.
Le motivazioni dell’insuccesso sono da ricercarsi nella scarsa organizzazione dei comandi dell’esercito italiano, che nonostante la superiorità numerica e la conquista di importanti teste di ponte ordinò che si ripiegasse a causa dell’incomprensione e delle rivalità fra i comandanti di divisione e dalla conoscenza approssimativa o del tutto nulla dei movimenti delle truppe nemiche sul territorio. Sebbene gli italiani non avessero perso più di 600 uomini (mentre gli austriaci ebbero il doppio delle perdite) La Marmora perse la testa e dette, ingiustificatamente in quanto le sue truppe erano quasi del tutto intatte e il morale fosse ancora alto, l’ordine di ritirata ingigantendo nei suoi dispacci la sconfitta, definendola disastrosa e impedendo perciò a Vittorio Emanuele II, che voleva contrattaccare sul fianco destro, di raccogliere abbastanza reparti per l’attacco e lasciandogli solo truppe sufficcienti per fare quadrato intorno al Principe Ereditario. Le truppe quindi sbandarono e la ritirata si trasformò, colpa anche di Enrico Cialdini che per le solite rivalità rifiutò di portare appoggio tattico, in una rotta che permise agli austriaci di avanzare senza quasi incontrare resistenza. La battaglia si risolse quindi in scontri fra reparti isolati.
Dopo il disastroso scontro contro le truppe asburgiche e la disordinata ritirata che ne seguì, nonostante entrambi i generali delle due armate italiane dovessero ritenersi parimenti responsabili della disfatta, il comando di fatto passò dal generale La Marmora, Capo di stato Maggiore al generale Enrico Cialdini, che aveva già diretto l’assedio di Gaeta, responsabile della seconda armata schierata a sud del Po verso Mantova e Rovigo. Di fatto, il giorno 24 giugno, invece di intervenire in appoggio alle truppe sul fiume Mincio il generale Cialdini abbandonò il campo per ripiegare in salvo a Modena.
Ma la cosa più interessante Brando, Dilly e Pamela è la seguente per non dire l’ultima: “”"L’incapacità dell’uomo di partecipare alle vicende della Storia e di comprendere a fondo i significati degli eventi sono tematiche che s’impongono nel pensiero e nella letteratura di questo particolare e paradossale momento della vicenda italiana: esse costituiscono l’anima e l’ossatura di una celeberrima novella di Camillo Boito, di nome “Senso”, che ha proprio come cornice le vicende legate alla Terza Guerra d’Indipendenza e che offre un eloquente spaccato di vita del mondo post-unitario e del decadimento di quel mondo antico che l’Impero asburgico incarnava, attraverso le immorali vicende di un’aristocratica veneziana. Da quest’opera Luchino Visconti (famosissimo regista e Tu dolce Pamela sai di chi parlo) trasse il celebre film dallo stesso nome che ha per protagonista “”Alida Valli”", che secondo il progetto iniziale del regista doveva chiamarsi proprio “”Custoza”".
E allora Pamela, Brando Dilly sapete che vino sto bevendo ora da solo di fronte al pc? Un ottimo vino italiano che ricorda con allegria tuta questa incredibile storia che è servita con i nostri eroia a fare dell’Italia un pease unito: “Un vino bianco chiamato di Custoza del 2011″.
Si inizia con riferimenti storici e si finisce con una bottiglia di vino: solitudine, brutta bestia ma i miei eroia di secoli or sono saranno sempre nel mio cuore, coloro che hanno permesso di fare dell’Italia un pease unito che mai nessuno dividerà.
Ciao Pamela! Se vuoi leggilo ai tuoi ragazzi, ne sarei felice,
giovanni
May 20, 2012 at 20:11
M:*A:*G:*N:*I:*F:*I:*C:*E:*N:*T…….!!!
May 25, 2012 at 22:05
Sabine Leutheusser-Schnarrenberger
Federal Minister of Justice
Deutscher Bundestag
Platz Der Republik
11011 Berlin
Germany
Via e mail Sabine-leutheusser-schnarrenberger@bundestag.de
Dears Ms. S. L. S.
I’m writing to You on behalf of PeTa (USA) regarding the case of Captain Paul Watson of Sea Shepherd.
Amnesty International
Sekretariat der deutschen Sektion e. V.
Büro Berlin
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10405 Berlin
Maybe sweet Pam is better to write to:
Amnesty International Sektion der Bundesrepublik Deutschland e.V. Telefon +49 (0)228 / 9 83 73-0 Telefax +49 (0)228 / 63 00 36 E-Mail info@amnesty.de
your angel,
giovanni
June 18, 2012 at 16:25
So much love from Czech Republic, Pam
July 14, 2012 at 22:52
Dolce Pamela oggi ho un escursus storico per Brando e Dilly spero che tu possa tradurlo in Americano e fare capire come l’Italia abbia tribolato non poco prima di essere unita. Mentre gli USA erano già quasi uno stato formato dopo la lotta con gli inglesi, noi eravamo dopo 3 guerre di Indipendenza a tribolare con gli autriaci. Non so se ai tuoi ragazzi piaccia la storia europea ed italiana. ma credo che la cultura sia un bene e mai un male. Forse questa storia piacerà anche a Te e da Wikipedia te la incollo qui, in modo che un giorno magari potrai raccontarlo ad un amico o una amica o a tua madre Carol o alla tua mabile zia Vie. Questa è la storia ma ha un lieto fine e poi ti dirò il perchè.
delle fonti.
“Battaglia di Custoza (1866)”
Parte della terza guerra di indipendenza
Data 24 giugno 1866
Luogo Custoza, presso Verona, nell’allora Regno Lombardo-Veneto
Esito Vittoria austriaca
Schieramenti
Regno d’Italia Austria
Comandanti
Alfonso La Marmora Alberto d’Austria
Effettivi
120.000 75.000
Perdite
714 morti,
2.576 feriti,
4.101 prigionieri o dispersi 1.170 morti,
3.984 feriti,
2.802 dispersi
(i termnini sono comparati tra Austria e Italia)
Voci di battaglie presenti su Wikipedia
Terza guerra
d’indipendenza
e guerra austro-prussiana
Custoza.
La battaglia di Custoza del 24 giugno 1866 fu la battaglia che diede inizio alle manovre offensive della Terza guerra d’indipendenza sulla terraferma e che vide la sconfitta delle truppe italiane, pur numericamente superiori e comandate dal generale La Marmora di fronte alle truppe austriache dell’arciduca Alberto d’Asburgo, duca di Teschen.
Le motivazioni dell’insuccesso sono da ricercarsi nella scarsa organizzazione dei comandi dell’esercito italiano, che nonostante la superiorità numerica e la conquista di importanti teste di ponte ordinò che si ripiegasse a causa dell’incomprensione e delle rivalità fra i comandanti di divisione e dalla conoscenza approssimativa o del tutto nulla dei movimenti delle truppe nemiche sul territorio. Sebbene gli italiani non avessero perso più di 600 uomini (mentre gli austriaci ebbero il doppio delle perdite) La Marmora perse la testa e dette, ingiustificatamente in quanto le sue truppe erano quasi del tutto intatte e il morale fosse ancora alto, l’ordine di ritirata ingigantendo nei suoi dispacci la sconfitta, definendola disastrosa e impedendo perciò a Vittorio Emanuele II, che voleva contrattaccare sul fianco destro, di raccogliere abbastanza reparti per l’attacco e lasciandogli solo truppe sufficcienti per fare quadrato intorno al Principe Ereditario. Le truppe quindi sbandarono e la ritirata si trasformò, colpa anche di Enrico Cialdini che per le solite rivalità rifiutò di portare appoggio tattico, in una rotta che permise agli austriaci di avanzare senza quasi incontrare resistenza. La battaglia si risolse quindi in scontri fra reparti isolati.
Dopo il disastroso scontro contro le truppe asburgiche e la disordinata ritirata che ne seguì, nonostante entrambi i generali delle due armate italiane dovessero ritenersi parimenti responsabili della disfatta, il comando di fatto passò dal generale La Marmora, Capo di stato Maggiore al generale Enrico Cialdini, che aveva già diretto l’assedio di Gaeta, responsabile della seconda armata schierata a sud del Po verso Mantova e Rovigo. Di fatto, il giorno 24 giugno, invece di intervenire in appoggio alle truppe sul fiume Mincio il generale Cialdini abbandonò il campo per ripiegare in salvo a Modena.
Ma la cosa più interessante Brando, Dilly e Pamela è la seguente per non dire l’ultima: “”"L’incapacità dell’uomo di partecipare alle vicende della Storia e di comprendere a fondo i significati degli eventi sono tematiche che s’impongono nel pensiero e nella letteratura di questo particolare e paradossale momento della vicenda italiana: esse costituiscono l’anima e l’ossatura di una celeberrima novella di Camillo Boito, di nome “Senso”, che ha proprio come cornice le vicende legate alla Terza Guerra d’Indipendenza e che offre un eloquente spaccato di vita del mondo post-unitario e del decadimento di quel mondo antico che l’Impero asburgico incarnava, attraverso le immorali vicende di un’aristocratica veneziana. Da quest’opera Luchino Visconti (famosissimo regista e Tu dolce Pamela sai di chi parlo) trasse il celebre film dallo stesso nome che ha per protagonista “”Alida Valli”", che secondo il progetto iniziale del regista doveva chiamarsi proprio “”Custoza”".
E allora Pamela, Brando Dilly sapete che vino sto bevendo ora da solo di fronte al pc? Un ottimo vino italiano che ricorda con allegria tuta questa incredibile storia che è servita con i nostri eroia a fare dell’Italia un pease unito: “Un vino bianco chiamato di Custoza del 2011″.
Si inizia con riferimenti storici e si finisce con una bottiglia di vino: solitudine, brutta bestia ma i miei eroia di secoli or sono saranno sempre nel mio cuore, coloro che hanno permesso di fare dell’Italia un pease unito che mai nessuno dividerà.
Ciao Pamela! Se vuoi leggilo ai tuoi ragazzi, ne sarei felice,
giovanni